mercoledì 14 settembre 2011

Ha detto quello che molti di noi pensano


Riprende, finalmente, Ballarò. L'attesa è grande, è inutile nasconderlo, soprattutto per il tradizionale show iniziale di Crozza, più che per gli interventi dei leader dei due schieramenti (ammesso che Signor B. si faccia da parte e dia spazio al suo più giovane sosia). Il comico mostra finto stupore notando che, caso strano, la maggioranza che avrebbe dovuto abbassare le tasse le ha invece spudoratamente alzate. La cosa strana è che a 'sto giro non sia stato fatto il solito condono, edilizio, tombale o fiscale che sia. Ma c'è ancora tempo, siamo fiduciosi. Spassoso quando cita le improbabili manovre del premier per evitare di presentarsi davanti agli ospiti, immaginando un B. costretto a spiegare gli ultimi arzigogolati provvedimenti economici italiani all'unico personaggio disposto a concedergli un paio di minuti: un usciere del parlamento europeo. Spettacolare quando tira fuori l'idea di rifondare daccapo l'Europa partendo dagli stati messi peggio: dalla Magna Grecia al Magna Magna nostrano. Il segretario del PD ride, ma è un riso amaro, di fronte a un Angelino Alfano che ha pure la faccia tosta di citare più volte De André, un personaggio, un artista lontanissimo dalla cultura del berlusconismo degli ultimi anni (che per sua fortuna non ha fatto in tempo a vivere). Lo "smacchia giaguari" Bersani ha sempre quell'aria da brava persona, ma forse sarebbe necessaria più grinta. Inoltre è un po' evasivo sul caso Penati, a dire il vero... ci saremmo aspettati qualche chiarimento più circostanziato anziché il solito sfogo condito da qualche battuta neanche troppo divertente (se se le facesse scrivere da Crozza o dai suoi autori almeno farebbero un po' ridere).

venerdì 5 agosto 2011

L'intervento straordinario di Di Pietro



Mentre i mercati sprofondano negli abissi e i titoli italiani stanno diventando carta straccia, portandoci drammaticamente e inesorabilmente a una situazione di tipo greco, c'è chi ha ancora la faccia tosta di minimizzare gli effetti di una crisi finanziaria ed economica senza precedenti. La situazione è complessivamente molto più grave che nel '92, quando ancora potevamo contare sull'arma della svalutazione della nostra moneta e sull'effetto traino di altre economie mondiali, come quella USA che visse un periodo di crescita nell'era Clinton. L'ondata di vendite non sembra arrestarsi, e il contagio sta estendendosi perfino alle Borse asiatiche, che stanno facendo registrare il loro periodo peggiore dal 2008, cioè dalla crisi Lehman Brothers. In tutto ciò c'è chi responsabilmente si fa da parte, ammettendo le proprie responsabilità, come Zapatero in Spagna, e c'è chi fa orecchie da mercante e resta incollatissimo alla poltrona (ovviamente si parla di Silvio Berlusconi). In momenti drammatici come questi, servirebbe un'opposizione forte, che inchiodasse il governo vacillante e ormai palesemente privo di credibilità internazionale alle proprie responsabilità. È quello che è riuscito a fare in modo esemplare Tonino Di Pietro, sia pure con il solito italiano non proprio irreprensibile e con i suoi peculiari modi teatrali, nel discorso di mercoledì scorso alle Camera. In un momento come questo, con l'avversario ormai visibilmente disperato e alle corde, non è tempo di tecnicismi e di formule poco comprensibili, o di offerte che suonano inevitabilmente come inciuci: il capo del governo va preso (metaforicamente, s'intende) a schiaffoni, e bisogna cercare di dargliene il più possibile ogni volta che si presenta l'occasione propizia. Non è più possibile offrirgli altre scialuppe di salvataggio, dopo tutte quelle che gli sono state lanciate, non possiamo perdere altro tempo, il Paese va assolutamente liberato al più presto dalla sciagura di un premier irresponsabile che ci ha portato nel baratro e che sfacciatamente pensa solo a salvaguardare i propri interessi mentre la nave cola a picco ("investite nelle mie aziende").

martedì 19 luglio 2011

Ecco cosa pensava Borsellino di Mr. B


Diciannove anni fa il sacrificio di Paolo Borsellino. Un eroe con la E maiuscola, un esempio per tutti noi, uno che ha dato se stesso per la nostra nazione, in nome della legalità, credendo profondamente nei valori della giustizia. Secondo il nostro presidente della Repubblica "La strage rappresentò il culmine di una delle fasi più gravi e inquietanti della sanguinosa offensiva della criminalità organizzata contro le istituzioni democratiche". Parole importanti, e pesanti. E pensare che proprio ieri il Capo dello Stato ha passato la giornata in compagnia di un uomo che, a quanto riferiscono le cronache, deve averlo scambiato per il proprio confidente personale (come già accaduto per Obama) ammorbandolo con la tiritera della persecuzione giudiziaria. Un uomo, Silvio Berlusconi, del quale Borsellino aveva un'opinione non proprio lusinghiera, come si evince dalla versione integrale del video qui sopra. Secondo Borsellino, il legame tra uomini d'onore come Vittorio Mangano e potenti uomini d'affari come SB era tutto sommato normale, perché "chi è titolare di grosse quantità di denaro cerca gli strumenti per poter impiegare questo denaro, sia dal punto di vista del riciclaggio, sia dal punto di vista di far fruttare questo denaro". Mangano, ospitato con tutti gli onori a casa di Silvio, era "una delle teste di ponte dell'organizzazione mafiosa nel nord Italia". Questo per Borsellino. Per Berlusconi Mangano era un eroe.