mercoledì 14 settembre 2011

Ha detto quello che molti di noi pensano


Riprende, finalmente, Ballarò. L'attesa è grande, è inutile nasconderlo, soprattutto per il tradizionale show iniziale di Crozza, più che per gli interventi dei leader dei due schieramenti (ammesso che Signor B. si faccia da parte e dia spazio al suo più giovane sosia). Il comico mostra finto stupore notando che, caso strano, la maggioranza che avrebbe dovuto abbassare le tasse le ha invece spudoratamente alzate. La cosa strana è che a 'sto giro non sia stato fatto il solito condono, edilizio, tombale o fiscale che sia. Ma c'è ancora tempo, siamo fiduciosi. Spassoso quando cita le improbabili manovre del premier per evitare di presentarsi davanti agli ospiti, immaginando un B. costretto a spiegare gli ultimi arzigogolati provvedimenti economici italiani all'unico personaggio disposto a concedergli un paio di minuti: un usciere del parlamento europeo. Spettacolare quando tira fuori l'idea di rifondare daccapo l'Europa partendo dagli stati messi peggio: dalla Magna Grecia al Magna Magna nostrano. Il segretario del PD ride, ma è un riso amaro, di fronte a un Angelino Alfano che ha pure la faccia tosta di citare più volte De André, un personaggio, un artista lontanissimo dalla cultura del berlusconismo degli ultimi anni (che per sua fortuna non ha fatto in tempo a vivere). Lo "smacchia giaguari" Bersani ha sempre quell'aria da brava persona, ma forse sarebbe necessaria più grinta. Inoltre è un po' evasivo sul caso Penati, a dire il vero... ci saremmo aspettati qualche chiarimento più circostanziato anziché il solito sfogo condito da qualche battuta neanche troppo divertente (se se le facesse scrivere da Crozza o dai suoi autori almeno farebbero un po' ridere).

venerdì 5 agosto 2011

L'intervento straordinario di Di Pietro



Mentre i mercati sprofondano negli abissi e i titoli italiani stanno diventando carta straccia, portandoci drammaticamente e inesorabilmente a una situazione di tipo greco, c'è chi ha ancora la faccia tosta di minimizzare gli effetti di una crisi finanziaria ed economica senza precedenti. La situazione è complessivamente molto più grave che nel '92, quando ancora potevamo contare sull'arma della svalutazione della nostra moneta e sull'effetto traino di altre economie mondiali, come quella USA che visse un periodo di crescita nell'era Clinton. L'ondata di vendite non sembra arrestarsi, e il contagio sta estendendosi perfino alle Borse asiatiche, che stanno facendo registrare il loro periodo peggiore dal 2008, cioè dalla crisi Lehman Brothers. In tutto ciò c'è chi responsabilmente si fa da parte, ammettendo le proprie responsabilità, come Zapatero in Spagna, e c'è chi fa orecchie da mercante e resta incollatissimo alla poltrona (ovviamente si parla di Silvio Berlusconi). In momenti drammatici come questi, servirebbe un'opposizione forte, che inchiodasse il governo vacillante e ormai palesemente privo di credibilità internazionale alle proprie responsabilità. È quello che è riuscito a fare in modo esemplare Tonino Di Pietro, sia pure con il solito italiano non proprio irreprensibile e con i suoi peculiari modi teatrali, nel discorso di mercoledì scorso alle Camera. In un momento come questo, con l'avversario ormai visibilmente disperato e alle corde, non è tempo di tecnicismi e di formule poco comprensibili, o di offerte che suonano inevitabilmente come inciuci: il capo del governo va preso (metaforicamente, s'intende) a schiaffoni, e bisogna cercare di dargliene il più possibile ogni volta che si presenta l'occasione propizia. Non è più possibile offrirgli altre scialuppe di salvataggio, dopo tutte quelle che gli sono state lanciate, non possiamo perdere altro tempo, il Paese va assolutamente liberato al più presto dalla sciagura di un premier irresponsabile che ci ha portato nel baratro e che sfacciatamente pensa solo a salvaguardare i propri interessi mentre la nave cola a picco ("investite nelle mie aziende").

martedì 19 luglio 2011

Ecco cosa pensava Borsellino di Mr. B


Diciannove anni fa il sacrificio di Paolo Borsellino. Un eroe con la E maiuscola, un esempio per tutti noi, uno che ha dato se stesso per la nostra nazione, in nome della legalità, credendo profondamente nei valori della giustizia. Secondo il nostro presidente della Repubblica "La strage rappresentò il culmine di una delle fasi più gravi e inquietanti della sanguinosa offensiva della criminalità organizzata contro le istituzioni democratiche". Parole importanti, e pesanti. E pensare che proprio ieri il Capo dello Stato ha passato la giornata in compagnia di un uomo che, a quanto riferiscono le cronache, deve averlo scambiato per il proprio confidente personale (come già accaduto per Obama) ammorbandolo con la tiritera della persecuzione giudiziaria. Un uomo, Silvio Berlusconi, del quale Borsellino aveva un'opinione non proprio lusinghiera, come si evince dalla versione integrale del video qui sopra. Secondo Borsellino, il legame tra uomini d'onore come Vittorio Mangano e potenti uomini d'affari come SB era tutto sommato normale, perché "chi è titolare di grosse quantità di denaro cerca gli strumenti per poter impiegare questo denaro, sia dal punto di vista del riciclaggio, sia dal punto di vista di far fruttare questo denaro". Mangano, ospitato con tutti gli onori a casa di Silvio, era "una delle teste di ponte dell'organizzazione mafiosa nel nord Italia". Questo per Borsellino. Per Berlusconi Mangano era un eroe.

giovedì 23 giugno 2011

Meglio tardi che mai?


I giornalisti del TG2 hanno un'anima, sono stufi di servizi idioti sul caldo, le code in autostrada, il gossip, i tronisti, i tatuaggi, il povero Fido fuggito di casa con la lingua penzoloni perché la padroncina gli mette il cappotto Dolce & Gabbana anche d'estate, e finalmente hanno deciso di rivelarlo al mondo. Quasi commovente il comunicato letto dalla bella e brava presentatrice (mi sfugge il nome, ditemelo voi, e allungatemi anche il numero di telefono se ce l'avete, grazie), che non risparmia nessuno. Qualcuno dirà che è troppo tardi, ma io voglio pensare positivo e dare una chance a questi poveri schiavi costretti a mandar giù bocconi amarissimi per mesi e mesi, che alla fine non ce la fanno più, stufi di portare avanti l'opera di rimbecillimento degli italiani voluta dal trio BBB (Berlusconi, Bossi e Bisignani), e alzano la testa.

Peter e gli esami


Quanto mai d'attualità. Un bel in bocca al lupo agli studenti che sono impegnati con le prove in questi giorni. Su, coraggio, è quasi finita. Ormai siete degli ometti, e delle donnine. Siete pronti per il grande mercato della disoccupazione.

Extreme Sheep LED Art

venerdì 10 giugno 2011

Santoro leggendario, così si risponde ai prepotenti


Sono innamorato di questo video (datemi torto). E di conseguenza del suo protagonista assoluto, Michele Santoro. So che è già stato postato e ripostato su internet, ma non mi stancherò mai di guardarlo e riguardarlo. Questo video dovrebbero trasmetterlo nelle scuole, per insegnare alla gente fin da piccola come si reagisce ai soprusi, a chi è nel torto marcio e cerca di sopraffarti con argomentazioni false come una banconota da tre euro, abusando della sua posizione di potere. La pagliacciata del canone pagato da tutti gli italiani come motivo per imbavagliare Santoro, Vauro, Travaglio, Floris, la Gabanelli e tutte le voci indipendenti e non prone al potere reiterata fino allo sfinimento dalla cricca berlusconiana. Com'era? Ripetete una menzogna mille volte... Santoro, uomo libero, alla fine come tutti gli uomini liberi è esploso, davanti alla faccia tosta, alle falsità. Ed è stato liberatorio. Tutti noi ci siamo sentiti liberati. E abbiamo applaudito, in piedi, lungamente, questo uomo coraggioso che ha dovuto sopportare infiniti attacchi in questi anni, subdole manovre, e che è andato in onda (sabotato in ogni modo) solo grazie al parere di un giudice. Nonostante tutti, anche gli avversari, ne riconoscano la bravura. Gli interessano solo i soldi è stato detto. Sarà. Lui è disposto a fare Annozero per un solo euro. Non va bene neanche questo. Demagogia, dicono. Intanto, se tutti in questi lunghissimi diciassette anni avessero risposto ai berluscones come ha fatto lui, probabilmente Silvio non avrebbe mai vinto. La controprova non esiste, certo, ma questa è la verità, e lo sapete benissimo.

mercoledì 8 giugno 2011

Pierluigi Bersani e l'acqua di Dio


Bersani non è noto per la fermezza delle sue posizioni. Era per il nucleare, sia pure quello di quarta generazione, e ora è tra i suoi più agguerriti oppositori. E sull'acqua, solo nel 2008, diceva: In Italia l'acqua non è un bene comune, ma è di Dio. Per come ce la da noi dobbiamo restituirgliela. L'acqua è un bene pubblico, certo, ma come facciamo in modo che si perda meno acqua? Come facciamo a gestirla meglio? Devo chiamare qualcuno che sappia fare bene quel mestiere lì. In Francia ci sono società grandissime che gestiscono l'acqua in maniera eccellente. Servono grandi partnership industriali. Il 60% delle aziende rimangono nelle mani degli attuali proprietari, ma si stanno operando dei nuovi sistemi competitivi, senza monopoli. Chi mi garantisce migliore qualità e migliore prezzo? Si dovrà decidere così. Le aziende che vorranno partecipare non potranno rimanere quelle di adesso. E' impossibile". Certo, cambiare idea in meglio è sempre buona cosa, ma farlo in tempi così rapidi e con queste modalità sa di bieco opportunismo (atteggiamento al quale i nostri politici ci hanno tristemente abituati). Complimenti per la coerenza, Pier Luigi.

Canto di Solino - Barbara Vitali


Un film su una famiglia italiana immigrata in germania, diretta da un immigrato turco di seconda generazione. Da vedere.

mercoledì 1 giugno 2011

Un Benigni fantastico infierisce su Berlusconi, Fede e la Moratti


Grande apparizione di Roberto Benigni sul palco dell'Adriatic Arena di Pesaro, in collegamento col TG7 di un Mentana dal sorriso un po' ingessato, nonostante il comico toscano distribuisca genialità a piene mani, come ai bei tempi. Il materiale per la satira non manca, ma il suo (e anche il nostro, a dire il vero) argomento preferito ovviamente è Silvio Berlusconi, resosi particolarmente ridicolo nei giorni scorsi di fronte a Obama e a tutto il mondo. "Berlusconi comunque ha detto che queste elezioni non avranno valore nazionale e -- aggiunge Benigni -- se vince Pisapia nemmeno comunali". L'ironia al vetriolo di Benigni non risparmia nemmeno il centrosinistra, soprattutto il PD, ormai fin troppo abituato a rimediare sonore sconfitte da non riuscire a trovare il sorriso nemmeno per la larga vittoria al primo turno di Fassino. Benigni è talmente in forma da risultare travolgente anche quando cita la Divina Commedia, ben mescolata agli argomenti di attualità, come il forfait di Gigi D'Alessio, purtroppo costretto a rinunciare a esibirsi per colpa dei maleodoranti comunisti senza cervello.

mercoledì 18 maggio 2011

Crozza travolgente, infierisce su un Cicchitto disperato

Attesissima puntata di Ballarò dopo il trionfo di Pisapia e del centrosinistra e la disfatta della Moratti e di Silvio Berlusconi. Crozza appare subito in forma smagliante e regala perle di umorismo e staffilate a destra (soprattutto) e a manca. Derisi ovviamente i berluscones, che tentano disperatamente di negare la sconfitta, soprattutto Verdini, a sentire il quale "se si esclude Milano il centrodestra non è andato poi così male" (questa è servirla su un piatto d'argento, è vero). Cicchitto in studio appare teso come una corda di violino. Viene quasi compassione a guardarlo, poi ci si ricorda che è Cicchitto, con tutto quel che ne consegue, e allora si gode a vederlo soffrire. Affondo alla Moratti: "Pisapia stava rubando un'autoradio e ha scoperto di aver vinto". Verrebbe da dire "ma lol". Non viene risparmiato nemmeno il PD, con la connivenza criminale di alcuni suoi noti esponenti in Campania. Il pezzo forte è ovviamente Bersani, con le sue stralunate storielle e le improbabili metafore. Un po' tenero forse il comico con i centristi e Casini, visto il disastroso esito del debutto del Terzo Polo (che, nonostante ciò, reclama il suo essere ago della bilancia, come se nulla fosse successo). Preso di mira anche Grillo, per la sua campagna elettorale molto genovese, all'insegna della parsimonia. Ma soprattutto l'ipocrisia degli italiani, sempre pronti a puntare l'indice su quei politici dei quali vorrebbero però prendere il posto, visto il numero sempre crescente di nostri connazionali che si candidano alle elezioni.

martedì 10 maggio 2011

Siate affamati, siate folli

Ecco il bellissimo discorso tenuto da Steve Jobs all'università di Stanford nel 2005, con sottotitoli in italiano. Un grosso in bocca al lupo al boss della Apple perché possa rimettersi in sesto il più velocemente possibile.

lunedì 9 maggio 2011

33 anni fa moriva Peppino Impastato. Chissà cosa direbbe dei politici d'oggi...

Il 9 maggio 1978 veniva ucciso dalla mafia a soli trent'anni Peppino Impastato, nato a Cinisi in provincia di Palermo da una famiglia in odore di mafia. Suo zio, Cesare Manzella, era un importante boss di Cosa Nostra, e addirittura il numero uno della mafia, Tano Badalamenti, era un amico di suo padre. I famosi "Cento passi" sono proprio quelli che separano la casa di Peppino da quella del boss mafioso. Peppino, per fare un orrendo gioco di parole con il cognome, però era fatto di tutt'altra pasta. Era un militante di sinistra iscritto nelle liste di Democrazia Proletaria per diventare consigliere comunale di Cinisi. Peppino era un fenomeno: a diciassette anni era capace di scrivere analisi di rara lucidità sui problemi del mondo del lavoro, dell'economia e della società, afflitta da un immobilismo e da un conformismo fortissimi. “L’Idea Socialista”, il giornale sul quale un gruppo di giovani vicini al PSIUP invocano una forte e appassionata esigenza di rottura e d'innovazione nei confronti del desolante panorama culturale siciliano reazionario, filoclericale e continguo a Cosa Nostra. Peppino faceva nomi e cognomi, denunciando la piaga della droga, quella degli speculatori edilizi privi di scrupoli e le mani della mafia (a braccetto con la politica) sull'aeroporto in ampliamento. Ci vollero ben 23 anni perché l'omicidio di Peppino diventasse un omicidio di mafia. Di fronte al ricordo di quest'uomo coraggioso, gigantesco, le parole eversive di ieri (e non solo) con le quali Silvio Berlusconi ha attaccato nuovamente la magistratura, lasciata spesso solo insieme alle forze dell'ordine a combattere la criminalità organizzata, risultano particolamente becere e schifose.

sabato 30 aprile 2011

Il servo Masi attacca Santoro: "Pensa solo ai soldi"

Ricordate dello scandalo causato dalle intercettazioni del generale della Rai l'anno scorso? Mauro Masi venne beccato mentre al telefono stava dicendo che era necessario "aggiustare" la Rai, e risultava coinvolto nei piani di Silvio Berlusconi per fermare AnnoZero e Michele Santoro. Ora, il neoamministratore delegato della CONSAP (la Concessionaria dei servizi assicurativi pubblici) in ticket con Monorchio, in un'intervista al Pompiere della Sera si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Eh, sì, come se dalle telefonate in diretta ad AnnoZero, dalle intercettazioni in cui si bulla "di aver mandato via perfino Ruffini" e dalle minacce di chiusura alla trasmissione scomoda non fosse chiara la sua posizione. Le accuse sono le solite, quelle di chi vuole screditare i personaggi scomodi in base a quanto guadagnano (e certo... Santoro dovrebbe lavorare gratis, secondo lui? Semplicemente il suo compenso è commisurato agli altissimi che - nonostante i continui boicottaggi e i tentativi di censura - fa, com'è normale che sia in regime di libero mercato). Ovviamente Masi elogia il TG1 dell'"innovatore" Minzolini (che, al contrario di AnnoZero, è un disastro in termini di ascolti). Come il suo padrone, Silvio Berlusconi, non manca di bacchettare i magistrati comunisti, rei di avergli imposto la presenza dell'odiato Santoro. Peccato che i magistrati facciano solo rispettare le leggi e che il conduttore di AnnoZero la presenza se la sia guadagnata meritocraticamente sul campo, portando a una Rai in gravi difficoltà di bilancio - grazie alla scellerata gestione dello stesso Masi - ingenti introiti pubblicitari.

lunedì 18 aprile 2011

Stop alla violenza sui bambini!!

videoNavigando sui social network mi sono imbattuto in questo video, che mi ha molto colpito (per questo lo riporto), anche se immagino urterà la sensibilità di qualcuno. Anche la mia, dato che se c'è una cosa sacra al mondo, questa sono i bambini. I bambini sono indifesi e ingenui. I bambini sono buoni, sono il simbolo della purezza, non sono ancora stati contaminati dalla cattiveria umana e dalla malvagità della quale è pregna il mondo. Quindi, non vanno toccati, non gli va fatto del male, non gli vanno causati traumi o sofferenze in alcun modo. E se qualcuno prova a farlo - senza tirare in ballo torture medievali che pure meriterebbe - be', costui è indegno di appartenere alla società civile. Nel caso del video in questione, più che l'intenzione di fare del male, vedo un'enorme imperizia e imprudenza da parte di genitori scellerati (purtroppo non tutti sono adatti a questo ruolo...), che cercano di insegnare a nuotare al loro figlio nel modo peggiore e più imprudente che si possa immaginare. Alcuni dei commenti che ho letto però non mi sono piaciuti, in quanto se la prendevano con la nazionalità e il presunto credo religioso dei genitori. Generalizzare è sempre sbagliato, in quanto gli abusi e le violenze nei confronti dei bambini avvengono anche nel nostro opulento Occidente.

lunedì 4 aprile 2011

In Emilia Romagna questo scempio non sarebbe possibile

Ennesima eccezionale puntata di Report andata in onda ieri. Tema quello delle cave che, dopo essere state sfruttate fino all'osso, vengono abbandonate e spesso si trasformano in discariche. Come quella dei Colli Tifantini, presso Caserta, vera e propria cava abusiva. Ma il problema delle cave trasformate in discariche riguarda anche il Nord Italia, Brescia ad esempio, o in altre zone della Lombardia. Qui ha deciso la regione anche contro il parere del comune, come a Varese dove una cava abusiva, chiusa nel 1985, è stata riaperta e sono stati autorizzati scavi per circa un milione e mezzo di metri cubi. Si tratta della collina di Cantello che è praticamente destinata a sparire, sotto però c'è la riserva d'acqua dell'intera città di Varese. Si distingue in positivo la regione rossa per eccellenza, l'Emilia Romagna, dove una serie di norme rendono impossibile questo tipo di degrado: per esempio, la legge che impedisce che le pareti delle cave possano superare i dodici metri di altezza; o ancora, per evitare alle "bande del buco" di fare i loro porci comodi, viene chiesta una fedejussione che il comune incassa e utilizza per il ripristino, evitando che il cavatore si dilegui.

lunedì 28 marzo 2011

Giovanardi continua a offendere il povero Stefano Cucchi, e la nostra intelligenza

Considero Carlo Giovanardi uno dei personaggi più inquietanti e ottusi presenti nell'attuale maggioranza. Benchè relativamente poco esposto, quelle volte che raggiunge gli onori della cronaca con le sue dichiarazioni farneticanti e che denotano scarsa sensibilità umana, c'è da rabbrividire per la concezione del mondo che da esse trapela. Come dimenticare la sua proposta illiberale di limitare addirittura ogni tipo di manifestazione antiproibizionista, o l'infelice dichiarazione sulle coppie gay che adottano bambini (e sui Paesi che la permettono), pratica equiparata a una compravendita. O le dichiarazioni sulla morte di Stefano Cucchi, in qualche modo ribadite a distanza di molti mesi in questo dibattito televisivo al quale partecipava la sorella Ilaria (ricorderete il corpo pieno di lividi e fratture del povero ragazzo, davanti al quale Giovanardi ebbe il coraggio di dire che era morto perché drogato, sieropositivo e perché pesava poco... se fosse qualche cervello a essere un po' più pesante forse ci verrebbe risparmiata qualche idiozia). Dalla dignità, dalla lucidità, dalla fermezza e dalla compostezza di Ilaria Cucchi, gente come Giovanardi ha solo da imparare.

domenica 27 marzo 2011

Ma che cavolo dice?

Il mondo degli outfit, delle ragazze che si vestono alla moda con completi firmati e si immortalano sui loro blog, ottenendo migliaia e migliaia di visite e di commenti, è uno degli aspetti a mio avviso più incomprensibili della rete. In questo caso, si toccano vette di astrusità e di scarsa intelligenza notevoli. Ragazze chiuse nel loro micromondo in grado di parlare per ore e ore di Pupa che ha alzato troppo i prezzi o della sua pelle, a suo dire in continua evoluzione. Questa ragazza non è purtroppo l'unica a fare questo tipo di recensioni assurde e assolutamente deliranti, che però a un certo tipo di pubblico sembrano piacere tanto.

venerdì 18 marzo 2011

Finalmente qualcuno che dice le cose come stanno in TV


Libero e Il Giornale nemici della verità. Di qualsiasi verità. Aldo Busi - per chi non lo sapesse uno dei più grandi scrittori italiani in vita, oltre che traduttore di enorme spessore (sua la straordinaria versione in italiano moderno del Decamerone di Boccaccio) - mette le cose in chiaro dando pane al pane e vino al vino. Qualcuno dirà che Busi ha sbroccato, che è stato volgare. Il realtà si è trattenuto, è stato fin troppo moderato. Non si può più prendere sul serio la propaganda filogovernativa vomitevole di organi di regime come i quotidiani della famiglia Berlusconi. Non si può pensare di far fare una roba complicatissima e che nemmeno i giapponesi riescono a gestire, come il nucleare, a chi vuole devastare la Giustizia in Italia. Far smaltire le scorie a chi non riesce nemmeno a smaltire la spazzatura ordinaria. Far costruire centrali a chi va a mignotte mentre il patrimonio culturale italiano casca a pezzi. Non si può nemmeno parlare di argomenti come questi con gente simile, non è serio, non serve a niente, se non a fare il loro sporco gioco. Se ci fossero più persone, più personalità del mondo della cultura, dell'economia, della scienza con il coraggio straordinario mostrato da Aldo Busi in questa occasione (e in altre) forse non saremmo arrivati a questo punto.

giovedì 10 marzo 2011

Il blog di Renzo Bossi... mi viene da piangere


Per una volta niente video, ma la segnalazione di un blog che ho trovato (ahimè) girovagando per la rete. Quello del trota (avrei visto bene come indirizzo www.trota.com, ma purtroppo è banalmente www.renzobossi.com). A parte la notizia della Lombardia con bandiera e festa ufficiali (mi viene da vomitare), che vanno ad aggiungersi alla penosa festa regionale lombarda concessa ai leghisti come merce di scambio (mi riviene da vomitare) per poter avere il lusso di festeggiare l'anniversario dell'Unità d'Italia. È bellissimo che quest'uomo, questo ripetente bocciato tre volte agli esami di maturità e che percepisce ben 12mila dei nostri sudati euro al mese consideri la sua pagina nel sito del consiglio regionale lombardo (il simbolo con quadrato verde e la croce bianca) alla stregua di un social network. Ci si chiede se quest'"uomo" sappia scrivere in italiano (ah no, per loro nelle scuole va studiato il ben più utile dialetto lùmbard), dato che gli articoli del blog sono composti da foto, ritagli di giornale o copia incolla di giornalisti di grande spessore come Mario Giordano.

venerdì 4 marzo 2011

Ruby, l'ingrata: "Qui in Austria gente elegante, non come gli italiani"

Nonostante le migliaia e migliaia di euro generosamente (e disinteressatamente, mica la pagava per andarci a letto, come qualche malpensante insinua) a lei elargite dal nostro premier, la 18enne (20enne, almeno, secondo Ghedini e soci... peccato che dal Marocco arrivino sonore smentite) si dimostra piuttosto ingenerosa nei nostri confronti. E dire che se c'è un aspetto nel quale gli italiani, nonostante tutto, sono famosi nel mondo in positivo è la moda, ma in genere l'eleganza, lo stile. Insomma, l'uscita della nipote preferita di Mubarak mostra un certo dente avvelenato nei confronti del nostro Paese, probabilmente per via del modo in cui alcuni media devono averla descritta e apostrofata. Reazione stizzita facilmente perdonabile pensando alla sua giovane età, anche dopotutto non mi sembra sia stata trattata così male. Insomma, non capita a tutte le minorenni marocchine arrestate per furto di avere un capo di Governo premuroso che amorevolmente telefona in questura per ottenere un trattamento di favore... Ma forse ho capito: con quell'"italiani" Ruby non si riferiva alla totalità dei nostri connazionali, ma solo a quelli che ha avuto la sventura di conoscere di persona (Lele Mora, Emilio Fede, lo stesso Silvio...).

lunedì 28 febbraio 2011

Sono stufa, e tu?


La condizione femminile in Italia, il Paese del bunga bunga, non è certo delle migliori. In particolare, le difficoltà e le discriminazioni in ambito lavorativo con le quali le donne si trovano quotidianamente ad avere a che fare sono un vero macigno che ostacola lo sviluppo dell'intero Paese. Il video in questione, che fa parte della campagna della CGIL per le donne che lavorano, mette in evidenza, purtroppo con molto realismo, la diversità di trattamento che viene riservata alle donne, soprattutto quelle che hanno dei figli o vorrebbero averli. Il diritto alla maternità in questa società è praticamente negato, con tanti saluti a cardinali vari e ipocriti sostenitori della morale cattolica. Come se non bastasse "vecchi stereotipi e meccanismi cristallizzati rendono difficile il cammino di una donna verso la propria realizzazione professionale". L'aspetto fisico e la "bella presenza", segnatamente, condizionano eccome le scelte dei datori di lavoro (e come potrebbe essere altrimenti con un Presidente del Consiglio che ha mostrato al mondo come funziona la "meritocrazia all'italiana").

mercoledì 23 febbraio 2011

Dead Island, gli zombie come non li avete mai massacrati

Dead Island è un gustosissimo titolo indipendente annunciato per PC, PS3 e Xbox 360 del quale è appena uscito un trailer realizzato veramente bene. Il gioco è in lavorazione da ben quattro anni, in quanto fu presentato da quelli di Techland contemporaneamente all'uscita di Call of Juarez. Sembra avere caratteristiche piuttosto innovative per un titolo di questo tipo (un survival horror, principalmente, con peculiarità da RPG), ma quello che colpisce di questo filmato è l'insolità "umanità" dei personaggi, delle scene, oltre a un taglio cinematografico davvero piacevole.

lunedì 21 febbraio 2011

Guardate come Emilio Fede dà la notizia di Gheddafi che bombarda il suo popolo

"Gheddafi ce la farà". Ecco come Emilio Fede durante il TG4 delle 19 liquida l'orrendo genocidio che l'amichetto personale di Silvio "bunga bunga" Berlusconi sta compiendo, condannato dal mondo intero. Tranne che ovviamente dal nostro premier che, solo dopo essersi reso conto pochi minuti fa di quanto fosse grottesco, inadeguato e inumano il suo "Non disturbate il macellaio", ha bofonchiato che in fondo non è bello fare a pezzetti il proprio popolo. E del ministro Frattini che è arrivato al punto di chiedere alla UE di "non interferire" con la sovranità popolare del dittatore. Proprio di colui al quale Berlusconi esprimeva solidarietà, dicendo che incarnava "grande saggezza", non capita dagli antiquati esponenti della sinistra. Emilio Fede per come dà la notizia ("In una zona della Libia la situazione si è un po' complicata ma insomma Gheddafi pensa di farcela"), dimostrando totale insensibilità, incapacità giornalistica, mancanza di imparzialità nel suo essere preoccupato solo di parare il fondoschiena al capo e di capacità di capire il momento storico incredibilmente importante che stiamo vivendo per la libertà dei popoli musulmani e del nord Africa sarebbe perfetto per la TV del tiranno libico.

martedì 15 febbraio 2011

Ruby seminuda pubblicizza lo "strategismo sentimentale" di Marra e la bufala del signoraggio (!!). A che serve studiare se basta andare a letto con il premier per guadagnare 100mila euro?



Il video di Ruby che pubblicizza il "capolavoro" di Alfonso Luigi Marra il Labirinto Femminile è quanto di più trash si possa vedere in televisione. Pare che un passaggio prima del TG3 serale costi 19.500 euro (l'attività come avvocato e gli anni in politica, ovviamente con Silvio, del Marra devono aver pagato bene). C'è da dire che però Ruby recita un po' meno peggio di Manuela Arcuri (protagonista del primo spot) e di Lele Mora (che per girare si è accontentato di chiedere un solo, simbolico euro, che poi è quanto gli avrei dato io). Ok, la nipote di Mubarak (che non appare molto impensierita per le sorti dello zio, che ingrata) non legge ancora l'italiano in maniera fluida, ma chissà, se tra un bunga bunga e l'altro Papi le facesse dare qualche corso di dizione e di italiano, potrebbe migliorare. Magari potrebbe pagarselo con il sontuoso ingaggio di Marra, o con i cinque bei milioncini che, secondo le intercettazioni, aveva chiesto al nostro non ricattabile premier. La parte più sconvolgente è quella relativa al signoraggio (una bufala pazzesca per chi non lo sapesse). Insomma, se con lo strateGGGGismo pensavate si fosse toccato il fondo, be', no, il peggio doveva ancora venire. Altro che capri espiatori d'Egitto...

lunedì 14 febbraio 2011

Quando i Playmobil incontrano i Joy Division



Chi di noi da piccolo non ha mai giocato con quei buffi e un po' ingessati bambolotti chiamati Playmobil? C'è chi ha deciso di riesumarli, da grande, per un video in stop motion, segnatamente una cover del grande e tragicamente sfortunato gruppo new wave inglese degli anni 80, i mitici Joy Division. Ai fan della band magari potrà sembrare una bestemmia, ma il bello sta proprio nella totale diversità tra gli "interpreti" della cover e il brano originale. Sfizioso.

lunedì 7 febbraio 2011

Vecchio sbrocca alla SNAI

Se la gente è incazzata nera, la colpa non sarà forse di chi la fa incazzare?

Solo undici professori universitari rifiutarono di aderire al fascismo: non riuscirono a evitare gli orrori da questo causati, ma salvarono l'onore dell'università italiana.


Quando parla un grande autore dell'esperienza e della cultura di Umberto Eco le parole non sono mai messe a caso. La memoria storica è fondamentale in una democrazia, per non ripetere gli errori (gli orrori...) del passato. Tanti dicono che eventi come quelli del Palasharp o le proteste ad Arcore (perfettamente legittime, dato che non si tratta di residenza privata, ma che è stata inserita nell'elenco di quelle pubbliche per poter permettere al Sovrano di poter effettuare lavori infischiandosene del piano regolatore, come per le ville in Sardegna) non serviranno a liberarci di Berlusconi. Può darsi. Ma, a parte il piacere di cantare Bella Ciao e condividere l'empatia del pensiero comune, non si può continuare a tacere, o a protestare "ma non troppo rumorosamente" (tant'è che come dice Eco la protesta all'estero non arriva, arrivano solo le Ruby e le Noemi) per non disturbare il conducente. La rabbia nel Paese c'è, e non è certo immotivata. Invece di prendersela con chi organizza eventi o manifestazioni, gli intellettuali da salotto dovrebbero chiedere (con forza, e non con timidezza e mille distinguo, o mettendo sullo stesso piano carnefici e vittime) a chi è causa del malessere e del disagio di farsi da parte.

martedì 1 febbraio 2011

Le donne protagoniste della protesta in Egitto

Le donne egiziane stanno scendendo in piazza a fare la rivolta? Su internet, non tutti ne sono convinti e c'è chi - forse col malcelato intento di dare addosso al mondo musulmano, considerato inferiore al più evoluto occidente (come diceva il nostro "amato" premier) - sostiene che invece siano tenute segregate in casa dai loro mariti/fratelli/padri aguzzini.

Stanotte guardando le immagini in arrivo da quelle strade mi sono improvvisamente accorto di un dettaglio del quale non ho sentito parlare nessuno pur essendo di un’evidenza e di un’importanza devastante: praticamente non ci sono donne in piazza.
E non è normale.
E significa che non stavano chiuse a causa del dittatore, ma di quelli che vogliono cacciare il dittatore.

Insomma, calvalcare strumentalmente i luoghi comuni sulla condizione (certo non semplice) delle donne nel mondo islamico è facile, ma è davvero questa la realtà? Basta ricercare un po', consultando media, social network, ascoltando testimonianze, però per capire quanto questa sia un'impressione sbagliata, come dimostrano per esempio queste foto su facebook, o il video qui sotto, che dimostra il coraggioso ed essenziale apporto delle donne egiziane nel tentativo di rovesciare il vecchio e odioso regime.