lunedì 28 febbraio 2011

Sono stufa, e tu?


La condizione femminile in Italia, il Paese del bunga bunga, non è certo delle migliori. In particolare, le difficoltà e le discriminazioni in ambito lavorativo con le quali le donne si trovano quotidianamente ad avere a che fare sono un vero macigno che ostacola lo sviluppo dell'intero Paese. Il video in questione, che fa parte della campagna della CGIL per le donne che lavorano, mette in evidenza, purtroppo con molto realismo, la diversità di trattamento che viene riservata alle donne, soprattutto quelle che hanno dei figli o vorrebbero averli. Il diritto alla maternità in questa società è praticamente negato, con tanti saluti a cardinali vari e ipocriti sostenitori della morale cattolica. Come se non bastasse "vecchi stereotipi e meccanismi cristallizzati rendono difficile il cammino di una donna verso la propria realizzazione professionale". L'aspetto fisico e la "bella presenza", segnatamente, condizionano eccome le scelte dei datori di lavoro (e come potrebbe essere altrimenti con un Presidente del Consiglio che ha mostrato al mondo come funziona la "meritocrazia all'italiana").

mercoledì 23 febbraio 2011

Dead Island, gli zombie come non li avete mai massacrati

Dead Island è un gustosissimo titolo indipendente annunciato per PC, PS3 e Xbox 360 del quale è appena uscito un trailer realizzato veramente bene. Il gioco è in lavorazione da ben quattro anni, in quanto fu presentato da quelli di Techland contemporaneamente all'uscita di Call of Juarez. Sembra avere caratteristiche piuttosto innovative per un titolo di questo tipo (un survival horror, principalmente, con peculiarità da RPG), ma quello che colpisce di questo filmato è l'insolità "umanità" dei personaggi, delle scene, oltre a un taglio cinematografico davvero piacevole.

lunedì 21 febbraio 2011

Guardate come Emilio Fede dà la notizia di Gheddafi che bombarda il suo popolo

"Gheddafi ce la farà". Ecco come Emilio Fede durante il TG4 delle 19 liquida l'orrendo genocidio che l'amichetto personale di Silvio "bunga bunga" Berlusconi sta compiendo, condannato dal mondo intero. Tranne che ovviamente dal nostro premier che, solo dopo essersi reso conto pochi minuti fa di quanto fosse grottesco, inadeguato e inumano il suo "Non disturbate il macellaio", ha bofonchiato che in fondo non è bello fare a pezzetti il proprio popolo. E del ministro Frattini che è arrivato al punto di chiedere alla UE di "non interferire" con la sovranità popolare del dittatore. Proprio di colui al quale Berlusconi esprimeva solidarietà, dicendo che incarnava "grande saggezza", non capita dagli antiquati esponenti della sinistra. Emilio Fede per come dà la notizia ("In una zona della Libia la situazione si è un po' complicata ma insomma Gheddafi pensa di farcela"), dimostrando totale insensibilità, incapacità giornalistica, mancanza di imparzialità nel suo essere preoccupato solo di parare il fondoschiena al capo e di capacità di capire il momento storico incredibilmente importante che stiamo vivendo per la libertà dei popoli musulmani e del nord Africa sarebbe perfetto per la TV del tiranno libico.

martedì 15 febbraio 2011

Ruby seminuda pubblicizza lo "strategismo sentimentale" di Marra e la bufala del signoraggio (!!). A che serve studiare se basta andare a letto con il premier per guadagnare 100mila euro?



Il video di Ruby che pubblicizza il "capolavoro" di Alfonso Luigi Marra il Labirinto Femminile è quanto di più trash si possa vedere in televisione. Pare che un passaggio prima del TG3 serale costi 19.500 euro (l'attività come avvocato e gli anni in politica, ovviamente con Silvio, del Marra devono aver pagato bene). C'è da dire che però Ruby recita un po' meno peggio di Manuela Arcuri (protagonista del primo spot) e di Lele Mora (che per girare si è accontentato di chiedere un solo, simbolico euro, che poi è quanto gli avrei dato io). Ok, la nipote di Mubarak (che non appare molto impensierita per le sorti dello zio, che ingrata) non legge ancora l'italiano in maniera fluida, ma chissà, se tra un bunga bunga e l'altro Papi le facesse dare qualche corso di dizione e di italiano, potrebbe migliorare. Magari potrebbe pagarselo con il sontuoso ingaggio di Marra, o con i cinque bei milioncini che, secondo le intercettazioni, aveva chiesto al nostro non ricattabile premier. La parte più sconvolgente è quella relativa al signoraggio (una bufala pazzesca per chi non lo sapesse). Insomma, se con lo strateGGGGismo pensavate si fosse toccato il fondo, be', no, il peggio doveva ancora venire. Altro che capri espiatori d'Egitto...

lunedì 14 febbraio 2011

Quando i Playmobil incontrano i Joy Division



Chi di noi da piccolo non ha mai giocato con quei buffi e un po' ingessati bambolotti chiamati Playmobil? C'è chi ha deciso di riesumarli, da grande, per un video in stop motion, segnatamente una cover del grande e tragicamente sfortunato gruppo new wave inglese degli anni 80, i mitici Joy Division. Ai fan della band magari potrà sembrare una bestemmia, ma il bello sta proprio nella totale diversità tra gli "interpreti" della cover e il brano originale. Sfizioso.

lunedì 7 febbraio 2011

Vecchio sbrocca alla SNAI

Se la gente è incazzata nera, la colpa non sarà forse di chi la fa incazzare?

Solo undici professori universitari rifiutarono di aderire al fascismo: non riuscirono a evitare gli orrori da questo causati, ma salvarono l'onore dell'università italiana.


Quando parla un grande autore dell'esperienza e della cultura di Umberto Eco le parole non sono mai messe a caso. La memoria storica è fondamentale in una democrazia, per non ripetere gli errori (gli orrori...) del passato. Tanti dicono che eventi come quelli del Palasharp o le proteste ad Arcore (perfettamente legittime, dato che non si tratta di residenza privata, ma che è stata inserita nell'elenco di quelle pubbliche per poter permettere al Sovrano di poter effettuare lavori infischiandosene del piano regolatore, come per le ville in Sardegna) non serviranno a liberarci di Berlusconi. Può darsi. Ma, a parte il piacere di cantare Bella Ciao e condividere l'empatia del pensiero comune, non si può continuare a tacere, o a protestare "ma non troppo rumorosamente" (tant'è che come dice Eco la protesta all'estero non arriva, arrivano solo le Ruby e le Noemi) per non disturbare il conducente. La rabbia nel Paese c'è, e non è certo immotivata. Invece di prendersela con chi organizza eventi o manifestazioni, gli intellettuali da salotto dovrebbero chiedere (con forza, e non con timidezza e mille distinguo, o mettendo sullo stesso piano carnefici e vittime) a chi è causa del malessere e del disagio di farsi da parte.

martedì 1 febbraio 2011

Le donne protagoniste della protesta in Egitto

Le donne egiziane stanno scendendo in piazza a fare la rivolta? Su internet, non tutti ne sono convinti e c'è chi - forse col malcelato intento di dare addosso al mondo musulmano, considerato inferiore al più evoluto occidente (come diceva il nostro "amato" premier) - sostiene che invece siano tenute segregate in casa dai loro mariti/fratelli/padri aguzzini.

Stanotte guardando le immagini in arrivo da quelle strade mi sono improvvisamente accorto di un dettaglio del quale non ho sentito parlare nessuno pur essendo di un’evidenza e di un’importanza devastante: praticamente non ci sono donne in piazza.
E non è normale.
E significa che non stavano chiuse a causa del dittatore, ma di quelli che vogliono cacciare il dittatore.

Insomma, calvalcare strumentalmente i luoghi comuni sulla condizione (certo non semplice) delle donne nel mondo islamico è facile, ma è davvero questa la realtà? Basta ricercare un po', consultando media, social network, ascoltando testimonianze, però per capire quanto questa sia un'impressione sbagliata, come dimostrano per esempio queste foto su facebook, o il video qui sotto, che dimostra il coraggioso ed essenziale apporto delle donne egiziane nel tentativo di rovesciare il vecchio e odioso regime.