sabato 30 aprile 2011

Il servo Masi attacca Santoro: "Pensa solo ai soldi"

Ricordate dello scandalo causato dalle intercettazioni del generale della Rai l'anno scorso? Mauro Masi venne beccato mentre al telefono stava dicendo che era necessario "aggiustare" la Rai, e risultava coinvolto nei piani di Silvio Berlusconi per fermare AnnoZero e Michele Santoro. Ora, il neoamministratore delegato della CONSAP (la Concessionaria dei servizi assicurativi pubblici) in ticket con Monorchio, in un'intervista al Pompiere della Sera si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Eh, sì, come se dalle telefonate in diretta ad AnnoZero, dalle intercettazioni in cui si bulla "di aver mandato via perfino Ruffini" e dalle minacce di chiusura alla trasmissione scomoda non fosse chiara la sua posizione. Le accuse sono le solite, quelle di chi vuole screditare i personaggi scomodi in base a quanto guadagnano (e certo... Santoro dovrebbe lavorare gratis, secondo lui? Semplicemente il suo compenso è commisurato agli altissimi che - nonostante i continui boicottaggi e i tentativi di censura - fa, com'è normale che sia in regime di libero mercato). Ovviamente Masi elogia il TG1 dell'"innovatore" Minzolini (che, al contrario di AnnoZero, è un disastro in termini di ascolti). Come il suo padrone, Silvio Berlusconi, non manca di bacchettare i magistrati comunisti, rei di avergli imposto la presenza dell'odiato Santoro. Peccato che i magistrati facciano solo rispettare le leggi e che il conduttore di AnnoZero la presenza se la sia guadagnata meritocraticamente sul campo, portando a una Rai in gravi difficoltà di bilancio - grazie alla scellerata gestione dello stesso Masi - ingenti introiti pubblicitari.

lunedì 18 aprile 2011

Stop alla violenza sui bambini!!

Navigando sui social network mi sono imbattuto in questo video, che mi ha molto colpito (per questo lo riporto), anche se immagino urterà la sensibilità di qualcuno. Anche la mia, dato che se c'è una cosa sacra al mondo, questa sono i bambini. I bambini sono indifesi e ingenui. I bambini sono buoni, sono il simbolo della purezza, non sono ancora stati contaminati dalla cattiveria umana e dalla malvagità della quale è pregna il mondo. Quindi, non vanno toccati, non gli va fatto del male, non gli vanno causati traumi o sofferenze in alcun modo. E se qualcuno prova a farlo - senza tirare in ballo torture medievali che pure meriterebbe - be', costui è indegno di appartenere alla società civile. Nel caso del video in questione, più che l'intenzione di fare del male, vedo un'enorme imperizia e imprudenza da parte di genitori scellerati (purtroppo non tutti sono adatti a questo ruolo...), che cercano di insegnare a nuotare al loro figlio nel modo peggiore e più imprudente che si possa immaginare. Alcuni dei commenti che ho letto però non mi sono piaciuti, in quanto se la prendevano con la nazionalità e il presunto credo religioso dei genitori. Generalizzare è sempre sbagliato, in quanto gli abusi e le violenze nei confronti dei bambini avvengono anche nel nostro opulento Occidente.

lunedì 4 aprile 2011

In Emilia Romagna questo scempio non sarebbe possibile

Ennesima eccezionale puntata di Report andata in onda ieri. Tema quello delle cave che, dopo essere state sfruttate fino all'osso, vengono abbandonate e spesso si trasformano in discariche. Come quella dei Colli Tifantini, presso Caserta, vera e propria cava abusiva. Ma il problema delle cave trasformate in discariche riguarda anche il Nord Italia, Brescia ad esempio, o in altre zone della Lombardia. Qui ha deciso la regione anche contro il parere del comune, come a Varese dove una cava abusiva, chiusa nel 1985, è stata riaperta e sono stati autorizzati scavi per circa un milione e mezzo di metri cubi. Si tratta della collina di Cantello che è praticamente destinata a sparire, sotto però c'è la riserva d'acqua dell'intera città di Varese. Si distingue in positivo la regione rossa per eccellenza, l'Emilia Romagna, dove una serie di norme rendono impossibile questo tipo di degrado: per esempio, la legge che impedisce che le pareti delle cave possano superare i dodici metri di altezza; o ancora, per evitare alle "bande del buco" di fare i loro porci comodi, viene chiesta una fedejussione che il comune incassa e utilizza per il ripristino, evitando che il cavatore si dilegui.