mercoledì 8 giugno 2011

Pierluigi Bersani e l'acqua di Dio


Bersani non è noto per la fermezza delle sue posizioni. Era per il nucleare, sia pure quello di quarta generazione, e ora è tra i suoi più agguerriti oppositori. E sull'acqua, solo nel 2008, diceva: In Italia l'acqua non è un bene comune, ma è di Dio. Per come ce la da noi dobbiamo restituirgliela. L'acqua è un bene pubblico, certo, ma come facciamo in modo che si perda meno acqua? Come facciamo a gestirla meglio? Devo chiamare qualcuno che sappia fare bene quel mestiere lì. In Francia ci sono società grandissime che gestiscono l'acqua in maniera eccellente. Servono grandi partnership industriali. Il 60% delle aziende rimangono nelle mani degli attuali proprietari, ma si stanno operando dei nuovi sistemi competitivi, senza monopoli. Chi mi garantisce migliore qualità e migliore prezzo? Si dovrà decidere così. Le aziende che vorranno partecipare non potranno rimanere quelle di adesso. E' impossibile". Certo, cambiare idea in meglio è sempre buona cosa, ma farlo in tempi così rapidi e con queste modalità sa di bieco opportunismo (atteggiamento al quale i nostri politici ci hanno tristemente abituati). Complimenti per la coerenza, Pier Luigi.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ha avuto successo per merito di Berlusconi,impostando tutte le puntate sulla figura del Premier. assecondato da quella mezza chiappa di Travaglio. Sparito Berlusconi . Santoro varrà una cicca.
Ocsav Bologna.

Anonimo ha detto...

quella è gente che nn rappresenta gli italiani ,parlo da uom o di sx ..uno cosi nn lo voterò mai