martedì 19 luglio 2011

Ecco cosa pensava Borsellino di Mr. B


Diciannove anni fa il sacrificio di Paolo Borsellino. Un eroe con la E maiuscola, un esempio per tutti noi, uno che ha dato se stesso per la nostra nazione, in nome della legalità, credendo profondamente nei valori della giustizia. Secondo il nostro presidente della Repubblica "La strage rappresentò il culmine di una delle fasi più gravi e inquietanti della sanguinosa offensiva della criminalità organizzata contro le istituzioni democratiche". Parole importanti, e pesanti. E pensare che proprio ieri il Capo dello Stato ha passato la giornata in compagnia di un uomo che, a quanto riferiscono le cronache, deve averlo scambiato per il proprio confidente personale (come già accaduto per Obama) ammorbandolo con la tiritera della persecuzione giudiziaria. Un uomo, Silvio Berlusconi, del quale Borsellino aveva un'opinione non proprio lusinghiera, come si evince dalla versione integrale del video qui sopra. Secondo Borsellino, il legame tra uomini d'onore come Vittorio Mangano e potenti uomini d'affari come SB era tutto sommato normale, perché "chi è titolare di grosse quantità di denaro cerca gli strumenti per poter impiegare questo denaro, sia dal punto di vista del riciclaggio, sia dal punto di vista di far fruttare questo denaro". Mangano, ospitato con tutti gli onori a casa di Silvio, era "una delle teste di ponte dell'organizzazione mafiosa nel nord Italia". Questo per Borsellino. Per Berlusconi Mangano era un eroe.